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Ritorno dopo un periodo di pausa in cui ho dato molto spazio alla crescita personale e allo studio.
Ho sciolto dei nodi importanti relativi al mio passato remoto, direi, visto che sono andata a sistemare delle situazioni relative all'infanzia che, però, mi tenevano ancora bloccata. Ovviamente tutto ciò è avvenuto con l'aiuto giusto, di una persona che mi ha guidata nel percorso, di mio ci ho messo tanto impegno, costanza, disciplina e tanta, tanta umiltà. Che voto hai preso?Quante volte a scuola o sul lavoro ci siamo trovati ad essere valutati e ci siamo identificati nel voto che abbiamo preso? E quando il voto assegnatoci non era del tutto conforme alle nostre aspettative come ci siamo sentiti e per quanto tempo ancora quella sensazione a volte riaffiora nella nostra mente? E come genitori abbiamo poi trasferito questa sensazione sui nostri figli o siamo riusciti a comprendere e far comprendere anche a loro che il valore di una persona non può essere definito solo da un numero? Questa è una sfida davvero interessante che, come genitori, come educatori, siamo chiamati ad affrontare. Prima di tutto è necessario provare a noi stessi che il nostro valore va oltre un numero, e pur rispettando questo strumento necessario in ambito scolastico è pur vero che comprendiamo solo più avanti, con le esperienze che ci propone la vita, che noi siamo molto di più e spesso di fronte a situazioni impegnative siamo in grado di tirar fuori delle risorse che non sapevamo di avere. Lo stesso vale per i nostri figli, non tutti riescono a conformarsi ed esprimere il meglio di loro stessi in ambito scolastico, ed in questi casi diventa una vera sfida sia per i genitori che per gli educatori tirare fuori il meglio nel rispetto dei programmi e protocolli da seguire. Il nostro ruolo di genitori è davvero una chiave di volta in questi casi, e maggiore è la consapevolezza e la comprensione che abbiamo raggiunto per noi stessi maggiore è la capacità che avremo di trasferire ciò anche ai nostri figli. Buon cammino Settembre tempo di ripartenzaPer molti il mese di Settembre è rappresentativo dell’inizio di un nuovo ciclo, più che Gennaio e ci si trova a fare dei bilanci sulla fine del periodo di vacanza e di nuovi progetti e propositi per il periodo che sta iniziando. Anche per i bambini e ragazzi in età scolare potrebbe essere così ed ora si trovano ad affrontare un delicato periodo di ripresa, per molti le vacanze sono finite e stanno vivendo una fase di riadattamento all’ambiente e a ritmi che li preparano gradualmente al rientro a scuola. E tu genitore come stai vivendo tutto ciò? Sei riuscito durante le vacanze a prendere del tempo per te e soprattutto stai cercando di mantenere il più possibile un ritmo della giornata che ti consente di vivere serenamente gli impegni quotidiani? Il mio invito in questo momento di passaggio è di preservare il più possibile sia per voi che per i figli il tempo, l’armonia e la serenità conquistate nei mesi scorsi, se avete stabilito nuove abitudini familiari che vi hanno dato gioia cercate di mantenerle vive, ma la sfida maggiore è sicuramente riuscire sempre di più a preservare del tempo per voi stessi, anche solo qualche minuto al giorno, per esempio, per respirare più consapevolmente. Buona ripresa Credenze potenzianti: come fare per averne sempre di più? Cosa si intende per “Credenze Potenzianti?” Le credenze potenzianti sono quelle convinzioni che ci aiutano a progredire a raggiungere gli obbiettivi, aiutano a valorizzare il meglio di sé stessi e ci incoraggiano nella crescita. Anche le credenze potenzianti, come quelle limitanti derivano dalle informazioni e dalle esperienze che accumuliamo durante la nostra vita, ma le credenze potenzianti rispetto a quelle limitanti ci incoraggiano a raggiungere obbiettivi, ad ottenere una versione migliore di noi stessi, forniscono sicurezza e motivazione, generano azione e non limitano. Come fare a educare la mente ad avere sempre più convinzioni potenzianti? Se non siamo stati educati fin da piccoli a questa attitudine è possibile arrivarci con tanta pazienza ed esercizio costante. Ecco uno spunto per iniziare ad esercitarsi: dedica qualche istante a focalizzarti sui tuoi punti di forza scrivendoli su un foglio questo esercizio praticato con costanza contribuisce ad aumentare i livelli di autostima, contribuisce a credere di più in se stessi nei momenti di stress. Credenze limitanti, quali sono le tue?“E’ più facile disintegrare un atomo che un pregiudizio” Einstein Quante opinioni abbiamo su di noi e di conseguenza sugli altri e siamo convinti che siano la Verità? Ogni giorno poi con le parole che pronunciamo rafforziamo queste opinioni anziché smontarle. Ma cosa si intende per credenze limitanti? Sono quelle convinzioni che crediamo essere assolutamente vere riferite ai nostri comportamenti, alla nostra identità, alle nostre capacità, al nostro mondo e che ci limitano nel raggiungimento dei nostri obbiettivi Ecco alcuni esempi “non sono portato in matematica” “sono negato per lo sport” “sei cagionevole di salute” “per avere successo ci vuole fortuna” “i soldi sono sporchi” “se ti fidi delle persone verrai fregato” Ci sono ovviamente anche credenze positive, ma quelle che bloccano la crescita dell’autostima e la nostra espansione sono proprio quelle limitanti, che non ci permettono di avanzare nelle esperienze e ci portano a bloccarci prima di provarci. Hai presente quando rinunci a fare qualcosa pensando che non ce la farai? Le credenze limitanti possono riguardare vari ambiti, cultura, lavoro, relazioni, e anche la famiglia. Quali sono le tue credenze limitanti? Prendi del tempo per te e prova a scrivere quali sono le tue credenze limitanti e prova a soffermarti sulle emozioni che provi nel leggerle. modificare. Ti sei chiesto chi sei tu veramente e che posto occupi nella tua vita? Proprio così: “Tu che posto occupi nella Tua Vita?” No, non pensare ai figli, compagno, lavoro, genitori ecc.…. Proprio tu, solo tu, chi sei e che posto occupi nella tua vita? Sono domande molto importanti che spesso non siamo abituati a rivolgere a noi stessi, siamo la moglie di, la mamma di, siamo l’impiegata, la professoressa, la professionista, siamo la figlia, l’amica e tante tante altre cose. Ma se ci soffermiamo un momento con più attenzione ci accorgiamo che prima di tutto abbiamo un nome, non siamo un nome, noi facciamo un lavoro ma non siamo quel lavoro e così via. Mi chiamo Nina non sono Nina, ho un marito non sono la moglie di…, ho un figlio non sono la mamma, ma faccio anche la mamma, svolgo un lavoro con un ruolo non sono quel ruolo… E così potremmo andare avanti in tutti i compiti che abbiamo e in cui spesso di identifichiamo, ma che non sempre corrispondono a ciò che siamo veramente o meglio ciò che siamo veramente non trova spazio per esprimersi in tutto questo susseguirsi di impegni e compiti che ci siamo costruiti intorno. Proviamo allora a riappropriarci della nostra identità iniziando ad esprimerci in modo diverso. La prossimo volta che qualcuno ti chiede di presentarti non dirai più “Sono Nina, ma prova a dire “Mi chiamo Nina” e continua con “svolgo un lavoro di … presso… “e non dire “sono un impiegata … o sono una dottoressa…o altro” non sei quel lavoro, ma fai quel lavoro. Lo stesso quando parli della tua famiglia prova a cambiare espressione da “sono la mamma di … sono la moglie di …” con “Ho un figlio di nome…” “ho un marito di nome…” Questo consente al tuo inconscio di comprendere che non sei tu la responsabile di tutto, ma restituisce una identità ed un ruolo alle persone che hai intorno, ascolta come cambia la vibrazione dentro di te e pian piano sentirai meno peso addosso e la mente più alleggerita e lascerai uno spazio in più perché la tua essenza si possa iniziare ad esprimersi. Portiamo a termine i compiti quotidianiPuò sembrare banale, ma non è così. Sono le piccole cose che portano i grandi cambiamenti, se non portiamo a termine i piccoli compiti non possiamo pensare di portare a termine compiti ben più grandi. Uno dei primi esercizi per abituare la mente alla disciplina e al benessere è proprio svolgere i compiti quotidiani e farlo ogni giorno. Se ci pensate troverete sicuramente dei compiti che sono più piacevoli e altri meno, dalla gestione della casa, al lavoro e alla famiglia, ma è proprio sforzandoci su quelli che sono meno piacevoli ogni giorno che la mente cambierà atteggiamento nei loro confronti. Spesso associamo a questi impegni la parola “sacrificio” e diamo al tutto un’accezione negativa, ma soffermiamoci sul significato della parola “sacrificio” = “rendere sacro” … ecco che cambia il modo in cui possiamo guardare agli impegni quotidiani. Attraverso questi compiti rendiamo sacro ciò che facciamo, se è per la nostra casa o per la nostra famiglia e per il lavoro che ci consente di avere uno stipendio…. Siamo noi che decidiamo di portare sacralità nelle nostre azioni quotidiane e diamo loro un valore più elevato. In questo modo otterremo un aumento della nostra autostima, impareremo ad essere più disciplinati anche in compiti di maggior rilievo e saremo d’esempio con le nostre azioni nei confronti dei figli più che con le parole. Quanto e' importante allenare la mente?Per raggiungere gli obbiettivi e vincere le gare gli sportivi affrontano con disciplina gli allenamenti quotidiani. Solo a fronte di un impegno serio ottengono i risultati. Così anche la mente ha bisogno di esercitazioni quotidiane per poter cambiare orientamento, per lasciare andare una vecchia abitudine che non vogliamo più e acquisirne una nuova più corretta per noi. Hai mai pensato a quanti gesti compiamo durante il giorno automaticamente, senza farci caso? Aprire una porta, accendere la luce, camminare, respirare… spesso ci alziamo al mattino, inseriamo il pilota automatico e ci ritroviamo a fine giornata stanchi e svuotati. Non è possibile affrontare grandi cambiamenti se prima non abituiamo la mente ai piccoli cambiamenti nei nostri gesti quotidiani. Prova anche tu ad osservare quanti gesti fai in una giornata in automatico e poi nei giorni successivi inizia da un gesto e prova a cambiarlo, uno alla volta e alla fine della giornata osserva le sensazioni che hai provato nel cambiamento, se puoi scrivile. Ti lascio un paio di esempi: 1)se apri sempre la maniglia della porta con la mano destra prova ad aprirle con la mano sinistra e porta attenzione al gesto. 2) prova a cambiare il percorso che ti porta al lavoro/ scuola/ a fare le commissioni quotidiane. È molto importante fare il cambiamento portando attenzione al gesto e alla sensazione che proviamo nel cambiamento. Quanti tipi di intelligenza ci sono?Come genitori, a cosa serve sapere quanti tipi di intelligenza ci sono? Secondo Howard Gardner, psicologo e docente statunitense, non esiste un solo tipo di intelligenza, ma diverse competenze intellettuali in grado di combinarsi in vario modo in ogni individuo e il cui sviluppo è influenzato da vari fattori. Ogni forma intellettuale è collegata all’attività di determinate aree del cervello. Le diverse forme di intelligenza funzionano in sinergia, pur rimanendo autonome e sono:
Spesso consideriamo intelligenti solo le persone che sviluppano abilità come il ragionamento, il calcolo, la soluzione di problemi o l’uso del linguaggio, mentre esistono molteplici capacità e abilità che sono in relazione con l’intelligenza pur avendo poco a che vedere coni l pensiero logico. Pensate a grandi personaggi come Beethoven, Michelangelo, Gandhi, Vincent Van Gogh, ognuno di loro ha utilizzato altri tipi di intelligenza, come quella musicale, spaziale, cinestetica, interpersonale… Diventa preziosa questa informazione per comprendere i nostri figli, riconoscerlo come un essere intelligente e individuare il tipo di intelligenza predominante per sostenerlo nella crescita. Anche voi potete scoprire i talenti e le capacità dei vostri figli e aiutarli a svilupparli. E' possibile migliorare la consapevolezza nella gestione del tempo? qui per modificare.Vi è capitato di sentirvi sopraffatti dagli impegni e di avere la sensazione di rincorrere sempre il tempo? In una giornata tipica come gestisci il tempo che hai a disposizione? Stai davvero ottimizzando il tempo che hai o potresti migliorare? Il tempo è un bene prezioso ed è uguale per tutti, non possiamo acquistarne o averne di più quindi diventa importante acquisire più consapevolezza su come si decide di gestire il tempo disponibile. Innanzitutto, gestione del tempo significa gestire noi stessi in modo efficiente per il tempo che abbiamo a nostra disposizione tenendo alla base la scala dei nostri valori. C’è spesso una discrepanza tra ciò si vuole fare e il tempo a disposizione e quello che poi in realtà si fa. Voglio condividere con te alcune azioni che mi hanno aiutata a migliorare la consapevolezza nella gestione del mio tempo e nella suddivisione degli impegni tra famiglia e lavoro. Ti invito prima di tutto a prenderti un momento per capire il punto di partenza che è diverso per ognuno di noi e quando comprendi cosa stai facendo hai più consapevolezza di come stai gestendo il tuo tempo e quali sono le difficoltà che incontri. Ora vediamo alcuni aspetti che possono essere utili ad ottimizzare il tempo. Svegliarsi prima per un tempo dedicato solo a noi stessi e, prima ancora di guardare il telefonino e farsi prendere dai social, stabilire una routine mattutina (sono sufficienti anche solo 20 minuti). In questo tempo, che è variabile per ognuno di noi, inseriamo delle attività che ci fanno stare bene, può essere un tempo per la spiritualità, un tempo la ginnastica o un’altra attività che ci aiuti nella nostra crescita personale. In questo tempo è anche molto utile dedicare qualche istante alla pianificazione della giornata, stabilendo delle priorità e mettendo per iscritto in modo digitale o su carta gli impegni della giornata. La pianificazione si rivela molto utile anche per l’organizzazione dei pasti in famiglia, per la gestione della spesa e delle faccende domestiche. Guardando la pianificazione giornaliera e settimanale verifica se hai inserito anche un tempo per lo svago. Puoi fare una vera e propria tabella lasciando spazio alla creatività. Mettendo per iscritto vedrai quanto tempo viene sprecato senza pianificazione. Per esempio, alzandosi 20 minuti prima e togliendo 10 minuti dai social abbiamo già recuperato 30 minuti che possiamo dedicare ad altre attività. Disciplina le distrazioni e impara a dire di NO. Quanto tempo dedichiamo durante la giornata alle distrazioni, penso soprattutto al tempo che trascorriamo sui social oppure ci dilunghiamo nelle telefonate. Qui diventa importante decidere in anticipo il tempo che vogliamo dedicare a queste attività e quali di queste attività di svago portano un valore aggiunto alla nostra vita. Non procrastinare. Non rimandare le cose che hai da fare. Ricorda cosa hai stabilito come priorità e fai quella, altrimenti rischi di fare tante altre cose che non sono necessarie in quel momento pur di non fare l’attività che hai stabilito inizialmente. Se l’obbiettivo è tropo grande suddividilo in obbiettivi più piccoli e inizia a fare. Pochi minuti dedicati ogni giorno ad una determinata attività è meglio che tanto tempo una volta ogni tanto. Programma anche dei momenti di pausa se questo è vero in ambito di lavoro lo è anche per il tempo che trascorriamo in famiglia, per non trasformarci in un militare e per educare anche i figli ad alternare il tempo dell’impegno con il tempo dello svago. L’organizzazione non deve essere necessariamente rigida e può cambiare giornalmente o settimanalmente in base agli impegni famigliari, ci sono però dei momenti che diventeranno degli appuntamenti irrinunciabili perché’ saranno quelli a darci la carica per tutto il resto del tempo. |
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Carmen Morronemail [email protected] Archives
Settembre 2023
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